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Saluto del Sindaco a Barbiana Grazie, amici di Barbiana, di avere affrontato anche quest’anno la salita che testimonia l’impegno, la speranza e la fiducia per una scuola davvero “ di tutti e di ciascuno”. Nell’appello per l’appuntamento di oggi avevo scritto che “continuare a marciare in salita, anno dopo anno, può apparire faticoso in tempi in cui le prospettive si fanno più anguste e la fiducia vacilla. Eppure è proprio ora che arriva più urgente e pressante il richiamo che da questa scuola di montagna ci scuote e ci incoraggia.” Ed il richiamo, anche quest’anno, è stato raccolto ed è emersa forte l’esigenza che quest’appuntamento rilancia: quella di saper costruire prospettive verso il futuro, che è domanda di scuola e insieme di politica. Siamo in tempo di elezioni: la propaganda elettorale si alimenta di tante parole, programmi, proclami dove l’uso del linguaggio a volte nasconde scelte contraddittorie, se non contrastanti, con le volontà dichiarate, dove la povertà dei contenuti si ammanta di frasi ad effetto. A questo proposito mi piace ri-leggere con voi una citazione da “lettera ad una professoressa” (pag. 90) attenzione ai vocaboli Teniamo i piedi in terra. La mattina e d’inverno la scuola la farà lo Stato. E seguiterà a farla ‘interclassista’ (attenzione ai vocaboli: il classismo dei ricchi si chiama interclassismo). Nel pomeriggio e d’estate bisogna che la faccia qualcun altro e che la faccia anticlassista (attenzione ai vocaboli: l’anticlassismo i ricchi lo chiamano classismo). il Comune La prima soluzione è di rivolgersi alle Amministrazioni Comunali. Si facciano conoscere dalla politica scolastica se son per noi. Asfalto, lampioni e campo sportivo sanno metterli anche i monarchici. …e allora ecco che il percorso verso Barbiana, anche quest’anno, ha saputo rafforzare la nostra prospettiva; ci ha accompagnato ancora una volta con presenze variegate: di autorevoli figure politiche, di uomini e donne appassionati di scuola e quindi di futuro, di allievi, tra cui spiccano i “nuovi italiani”. Soprattutto ci ha consentito di raccogliere nuove sollecitazioni e nuovi stimoli per la nostra riflessione, ma anche nuovi esempi positivi di come fare, oggi, scuola e di come qualificare le nostre politiche costruendo il domani e non solo barcamenandoci nell’oggi. La strada verso Barbiana, che via via che sale ci apre nuovi orizzonti, anche quest’anno ha mantenuto fede alla sua “vocazione”: ci ha costretti ad uscire dalle angustie del quotidiano, a riferire la nostra pratica a valori fondamentali, quali quelli della nostra Costituzione - come ci hanno evidenziato i lavori pervenuti per il concorso- ha favorito il riannodarsi di vecchi legami e lo stabilirsi di nuove relazioni mentre insieme si percorre la salita.
Ci siamo così di nuovo incontrati e riconosciuti, quelli che credono e vogliono una scuola che attualizzi all’inizio del III millennio,i valori ed i principi della scuola di Barbiana quelli che vogliono sostituire l’IO con il NOI, quelli per i quali l’Obbedienza non è più una virtù, quelli che sostengono il tempo pieno come ulteriore possibilità per divenire cittadini sovrani, quelli che vogliono una scuola dell’ eguaglianza delle opportunità per tutti e per ciascuno quelli che si impegnano per un sapere che non esclude quelli che vogliono continuare a fare la propria parte Sono certa che Vicchio continuerà a rappresentare il luogo ove si incontrano "queli che...." per alimentare la memoria e tener viva la speranza. Elettra Lorini Sindaco di Vicchio 
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