La Marcia

Sulle pendici del Monte Giovi, a una decina di chilometri da Vicchio, si trova Barbiana: la chiesa di S. Andrea, il piccolo cimitero, poche case vicine, altre sparse nei boschi e nei campi.Nel dicembre 1954 vi arrivò come priore don Lorenzo Milani che per quasi tredici anni visse qui la propria esperienza di uomo, di prete e di maestro.

L’incontro tra don Lorenzo Milani e i ragazzi che ebbe per allievi dette vita a una delle più importanti esperienze educative del nostro paese: la Scuola di Barbiana, una realtà che sconcertò e stimolò il dibattito pedagogico, politico e religioso anche nei decenni successivi.

 

“Siamo testimoni della sua passione educativa, del suo intento di risvegliare nelle persone l’umano per aprirli al divino.

Da qui, il suo dedicarsi alla scuola, la scuola era il metodo per svolgere la sua missione…

Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità, e quindi neanche libertà e giustizia”

Papa Francesco

Nel tentativo di continuare insieme a camminare lungo la strada, che con dedizione e coraggio, è stata tracciata da Don Lorenzo, prende vita nel 2002 la Marcia di Barbiana.

Sempre più la Scuola di Barbiana sprigiona la sua forza di provocazione, esercita funzione di modello, di stimolo a trasmettere saperi critici e di affermazione dei principi di equità e solidarietà.

 “Sortire dai problemi tutti insieme è politica, sortirne da soli è avarizia”

Don Milani

 

“Noi abbiamo scelto di fare politica, evidentemente quella con la P maiuscola, e che Papa Pio XI qualificava come “la più alta forma di carità”, quella carità che ci permette di aiutare i più deboli ad uscire tutti insieme da questo periodo di crisi sanitaria, sociale ed economica, senza lasciare indietro nessuno”.

Leandro Lombardi

Per questo, oggi più che mai, è significativo tornare insieme a Barbiana, facendo della marcia un momento di riaffermazione di un impegno civico e culturale.